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Revisione e controllo 05 Novembre 2026

Parità retributiva: nuovi obblighi di controllo e rendicontazione

Le regole introdotte sulla parità retributiva ampliano gli obblighi informativi delle imprese e attribuiscono al collegio sindacale nuovi compiti di vigilanza sui sistemi retributivi, sui flussi informativi e sui rischi connessi alle disparità salariali.

La trasparenza salariale non è più una materia confinata alla funzione del personale. La Direttiva (UE) 2023/970 e il relativo recepimento nazionale richiedono all’impresa di rendere verificabili i criteri con cui definisce, applica e comunica le retribuzioni. Il D.Lgs. 96/2026 è entrato in vigore il 7.06.2026. Per il collegio sindacale il punto decisivo è comprendere che la parità retributiva entra nel perimetro dei rischi di compliance, di contenzioso, di reputazione e, nei casi più gravi, di corretta rappresentazione delle passività aziendali.   In assunzione il datore deve comunicare la retribuzione iniziale o la fascia applicabile e non può chiedere le retribuzioni precedenti. I lavoratori possono ottenere informazioni sui livelli medi, distinti per genere, delle categorie con lavoro di pari valore; le clausole di segreto salariale non possono neutralizzare questo diritto. Servono quindi job description e criteri di inquadramento idonei a consentire confronti omogenei.Il collegio deve verificare che l’organo amministrativo abbia definito criteri retributivi oggettivi e neutrali rispetto al genere. Non determina gli stipendi, ma controlla l’esistenza di un processo coerente, documentato e uniforme, esaminando a campione competenze, responsabilità, condizioni di lavoro, anzianità, premi e avanzamenti, con attenzione alle deroghe non motivate.Il secondo presidio riguarda la...

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