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Diritto del lavoro e legislazione sociale 03 Marzo 2026

Parte la terza fase di sperimentazione della riforma disabilità 2026

Dal 1.03.2026, in altre 40 Province, come stabilito dalla riforma della disabilità, l’Inps sarà l’unico ente competente a effettuare l’accertamento e la valutazione delle condizioni psico-fisiche delle persone fragili e vulnerabili.

L’obiettivo della riforma è avere un sistema più uniforme, trasparente e rapido, superando le differenze tra territori che per anni hanno caratterizzato le procedure di invalidità civile e di riconoscimento della disabilità.Province coinvolte dal 1.03.2026 - Dal 1.03.2026 parte la terza fase di sperimentazione della riforma, che interessa 40 Province distribuite in quasi tutte le Regioni italiane. Le Province coinvolte sono: Chieti, Potenza, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Vibo Valentia, Caserta, Bologna, Rimini, Piacenza, Ravenna, Pordenone, Udine, Roma, La Spezia, Savona, Bergamo, Como, Milano, Mantova, Pavia, Sondrio, Ancona, Ascoli Piceno, Campobasso, Asti, Cuneo, Torino, Brindisi, Cagliari, Caltanissetta, Catania, Messina, Arezzo, Massa Carrara, Bolzano, Terni, Treviso, Venezia, Verona.Cosa prevede la riforma dal 2026 - La riforma della disabilità 2026, introdotta dal D.Lgs. 62/2024 e modificata dal D.L. 27.12.2024, n. 202 (convertito nella L. 21.02.2025, n. 15), attribuisce all’Inps il ruolo di unico responsabile dell’intero procedimento valutativo di base. In questo modo si supera la presenza di più enti e commissioni, che finora ha comportato tempi lunghi, differenze tra territori e incertezza per le persone interessate.Nel 2025 il nuovo modello è stato testato in una prima fase di sperimentazione in 9 Province (Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste) e, dal 30.09.2025, è stato esteso anche ad altre...

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