Partecipazioni donate tramite trust e tassazione delle plusvalenze
La cessione, entro 5 anni, di partecipazioni attribuite ai beneficiari tramite trust comporta la tassazione della plusvalenza come se l’operazione fosse stata realizzata dal donante originario, anche in presenza di un trust estero.
In presenza di un trust qualificato come interposto rispetto al disponente, il trasferimento a titolo gratuito rilevante ai fini dell’art. 16, c. 1 L. 383/2001 si realizza al momento della distribuzione delle partecipazioni ai beneficiari, con la conseguenza che la cessione infraquinquennale determina la tassazione della plusvalenza come se fosse stata realizzata dal disponente originario. Lo ha precisato l’Agenzia delle Entrate, nella risposta all’interpello 23.01.2026, n. 17.Il caso analizzato ha riguardato una fattispecie complessa di pianificazione patrimoniale mediante trust estero avente a oggetto partecipazioni in una società italiana, in cui il contribuente istante (cittadino italiano residente in Svizzera) aveva ricevuto dal trust la nuda proprietà di una partecipazione pari al 60% del capitale sociale, mentre la restante quota era stata attribuita alla sorella residente in Italia, con la prospettiva di una successiva cessione dell’intero pacchetto partecipativo. Il trust, istituito dalla madre quale disponente, presentava caratteristiche di discrezionalità e irrevocabilità, ma attribuiva al protector (coincidente con l’istante) dei poteri particolarmente incisivi sull’operato del trustee, fino alla possibilità di influenzare le scelte gestionali e di determinare la cessazione anticipata del rapporto fiduciario. Nel corso delle diverse fasi temporali ricostruite nell’istanza, la partecipazione era stata dapprima conferita in trust, successivamente...