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Lavoro 18 Novembre 2021

Patto di non concorrenza nel rapporto di lavoro

Accordo con cui si limita lo svolgimento dell'attività del dipendente per il tempo successivo alla cessazione del rapporto.

Nell'attuale tessuto economico-sociale, l'evoluzione tecnologica ha conferito sempre maggiore pregio al know how aziendale, inteso come insieme di conoscenze, esperienze, informazioni, processi industriali, strategie di marketing e tutto ciò che rientra nel patrimonio informativo aziendale. L'esigenza di tutelare il know how e dunque il patrimonio informativo aziendale, deve necessariamente essere perseguita mediante una corretta gestione del personale che ha libero accesso alle informazioni e ai dati aziendali riservati. In tale prospettiva l'art. 2125 c.c. consente che tra datore e lavoratore subordinato venga stipulato un patto di non concorrenza, ponendo in capo al dipendente l'obbligo, per un determinato periodo successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, di astenersi dal prestare attività lavorativa a favore di imprese concorrenti. Tale patto, nella misura in cui comprime la libertà del lavoratore di svolgere la propria attività lavorativa, presenta una serie di peculiarità che lo sottraggono, per certi versi, alla ordinaria disciplina codicistica dei contratti. In particolare, non è consentito inserire clausole che riconoscano al datore la possibilità di recedere unilateralmente dal patto di non concorrenza nel corso del rapporto lavorativo; neanche con ampio preavviso. Ogni clausola contraria è considerata nulla da una giurisprudenza unanime. Tra i requisiti di validità del...

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