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Paghe e contributi 18 Giugno 2026

Pensioni, contributi e Prisma: il nodo del 1996

Il servizio Inps Prisma aiuta datori di lavoro e lavoratori a verificare la presenza di contribuzione anteriore al 1.01.1996: il dato non serve solo per applicare correttamente il massimale contributivo, ma può cambiare radicalmente le regole di accesso alla pensione.

L’Inps, con la circolare n. 63/2026, informa dell’estensione del servizio Prisma anche ai datori di lavoro con dipendenti iscritti alle gestioni pubbliche. La funzione, già avviata per il settore privato, consente di consultare un prospetto informativo sintetico dell’anzianità assicurativa del lavoratore, utile soprattutto per stabilire se lo stesso abbia, o meno, contributi accreditati prima del 1996, quindi se debba trovare applicazione il massimale contributivo previsto da art. 2, c. 18 L. 08.08.1995, n. 335. Il tema, però, non si esaurisce nel corretto versamento dei contributi: sapere se un lavoratore possiede o meno anzianità contributiva al 31.12.1995 è decisivo anche per individuare il regime pensionistico applicabile e, in alcuni casi, le stesse vie di accesso alla pensione.Perché l’anzianità ante 1996 cambia le regole - Il lavoratore privo di contribuzione anteriore al 1.01.1996 rientra integralmente nel sistema contributivo. Questa condizione, pur comportando l’applicazione del calcolo contributivo della pensione, generalmente penalizzante, per l’intera vita assicurativa, ha anche dei vantaggi: consente infatti l’accesso ad alcune prestazioni flessibili specifiche previste per gli iscritti il cui primo accredito contributivo decorra dal 1996 in poi, come la pensione anticipata contributiva a 64 anni o la pensione di vecchiaia contributiva con 5 anni di versamenti.Prisma e massimale contributivo - Il primo ambito di utilizzo di Prisma è...

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