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Revisione e controllo 24 Ottobre 2026

Per i sindaci-revisori è tempo di pianificare le attività di revisione

La pianificazione è una fase molto importante della revisione legale. In essa il revisore individua le aree di rischio, definisce la strategia di revisione e organizza le risorse necessarie per svolgere l’incarico.

Con l’avvicinarsi della data del 31.12.2026, per i sindaci-revisori si apre il periodo che segna l’inizio delle attività di pianificazione della revisione da svolgere sui bilanci delle società.
La pianificazione della revisione è disciplinata principalmente dal principio (ISA Italia) 300, integrato dai principi (ISA Italia) 200, 315, 320 e 330. Tali principi impongono al revisore di pianificare il proprio lavoro in modo sistematico, coerente e documentato.


Il revisore è chiamato, quindi, in questa fase, a svolgere tutta una serie di attività che lo portino a predisporre la c.d. “Strategia generale di revisione”.

Le attività che il revisore deve svolgere durante la fase della pianificazione possono così riassumersi:
- acquisire una comprensione dell’impresa e del contesto in cui opera, del sistema contabile, del sistema informatico e delle performance. Questa analisi è necessaria per poter individuare le aree di rischio intrinseco generale dell’azienda in esame e i rischi economici veri e propri derivanti dall’evoluzione dello scenario esterno di riferimento (es. andamento dei tassi di interesse, dei cambi, dell’inflazione, della domanda, del contesto geopolitico, ecc.). Tale attività richiede un grado di impegno differente a seconda che il revisore si trovi nel primo esercizio di incarico o negli esercizi successivi;
- comprendere e valutare il disegno e l’esistenza di procedure di controllo interno rilevanti per la revisione. Il revisore deve valutare i punti di forza e di debolezza del sistema di controllo interno. L’affidamento o meno del revisore sui controlli interni posti in atto dagli amministratori della società rappresenta un elemento cruciale per la definizione del piano operativo di revisione;
- determinazione del livello di significatività preliminare. Tale determinazione consente al revisore di effettuare, in sede di pianificazione, un’appropriata valutazione dei rischi e di dare conseguente e adeguata risposta agli stessi tramite i programmi di revisione;
- valutare i rischi di errori significativi in bilancio, compresi quelli di frode. Il revisore deve quantificare il rischio di revisione, ovvero il rischio che il bilancio contenga un errore materiale non rilevato dal lavoro di revisione, con il conseguente effetto di emettere una relazione non corretta;
- determinare le voci significative e sviluppare una strategia di revisione in risposta ai rischi identificati e valutati. Tutte le informazioni raccolte e le valutazioni effettuate dal revisore confluiscono nel piano generale di revisione, il cui obiettivo è la definizione dell’ampiezza e delle modalità di svolgimento delle procedure di revisione.

 

Una volta definita, la strategia deve essere operativamente tradotta in un piano di revisione dettagliato (c.d. “Audit Planning Memorandum”) che riporti le indicazioni sulla natura ed estensione delle procedure di revisione che devono essere svolte per le singole voci del bilancio per ottenere sufficienti e appropriati elementi probativi tali da ridurre il rischio di revisione a un livello accettabilmente basso.

 

È molto importante ricordare che la strategia generale e il programma dettagliato di revisione devono essere aggiornati in base alle eventuali esigenze che dovessero emergere nel corso del lavoro di revisione. La pianificazione è, infatti, un processo continuo e iterativo che dipende dal cambiamento delle condizioni o dal verificarsi di risultati inattesi nell’applicazione delle procedure di revisione.