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Lavoro 02 Novembre 2018

Per la CIGS un pericoloso ritorno al passato


Oltre alle eclatanti novità in tema di assistenza, fisco e sicurezza, il c.d. “Governo del cambiamento” si segnala anche per un clamoroso ritorno di fiamma: la CIGS per le aziende cessate, uno strumento assistenziale che le più recenti riforme del lavoro avevano prima ridimensionato (L. 92/2012), poi cancellato (D.Lgs. 148/2015). Il perché di tali provvedimenti era da rinvenire, evidentemente, nei frequenti abusi e nel tradimento della ratio di un istituto che era stato concepito per vincolare i lavoratori all'azienda nei periodi transitori di crisi, in modo da dissuaderli a cercare altra occupazione e quindi a impedire la dispersione delle relative professionalità. In particolare, il mantenimento in vita di un siffatto ammortizzatore sociale per un'azienda non più in grado di riaprire i battenti, comportava un paio di inconvenienti fondamentali: da un lato, inchiodava i lavoratori a una condizione di disoccupazione spesso per periodi molto lunghi e ingiustificabili sul piano economico; dall'altro, impediva la gestione di una transizione verso una nuova fase economica. La nuova disciplina contenuta nel D.L. 109/2018, si prefigge tuttavia di superare questi aspetti negativi in due modi: - fissando un termine non superiore a 12 mesi; - legando il beneficio in questione alla sussistenza di concrete prospettive di cessione dell'attività, ovvero a piani di reindustrializzazione, oppure ancora a specifici...

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