Perdite su crediti, deducibilità anche con comportamenti antieconomici
La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 28.03.2024, n. 8445, chiarisce che la palese antieconomicità di una perdita su crediti non ne inficia la deducibilità, se la perdita è sostenuta da elementi certi e precisi.
L’ordinanza in esame affronta l’ipotesi in cui il realizzo della perdita sottenda un comportamento antieconomico da parte del soggetto che l’ha realizzata, il quale ne richiede il riconoscimento fiscale. La vicenda vede una società di capitali a cui era stata contestata una perdita su crediti derivante da un’intervenuta transazione, in relazione al presupposto della certezza della perdita e sulla scelta operata dalla società stessa in ordine all’accordo intervenuto.
Si ricorda che l’art. 101, c. 5 del Tuir disciplina la deducibilità delle perdite su crediti, le quali, se previamente rilevate in bilancio, sono fiscalmente deducibili:
nel momento in cui tali perdite risultino confermate da elementi certi e precisi;
in ogni caso se il debitore è assoggettato a procedure concorsuali.
Per il caso del creditore in bonis, il perno della deducibilità fiscale risulta essere, quindi, la presenza di elementi certi e precisi che dimostrino la definitività della perdita realizzata e il suo ammontare, essendo, in linea di principio, deducibile una perdita definitiva, ma non una perdita stimata. La valutazione dell’esistenza degli elementi certi e precisi, richiesta dalla norma citata, è da effettuarsi caso per caso, in quanto subordinata a specifiche situazioni che possono, tuttavia, essere classificate in due grandi categorie:
quelle derivanti da una valutazione di...