Economia 16 Ottobre 2018

Petrolio e sostenibilità


Dal 1999 al 2007 si è assistito a un progressivo quintuplicarsi delle rendite petrolifere conseguite dai Paesi arabi produttori di petrolio, che ha inevitabilmente determinato un significativo benessere anche di natura finanziaria, al punto che dopo aver sanato le economie interne e provveduto, in particolare, a ridurre i propri debiti pubblici le stesse Nazioni sono state progressivamente in grado di accumulare enormi riserve di valuta estera, liberamente spendibile sui mercati internazionali. Da ciò, fondamentalmente, la posizione ormai dominante dei Paesi produttori di petrolio anche sui mercati finanziari, storicamente alla base delle economie di matrice occidentale. Tra le righe, quasi in secondo piano, l'aumento esponenziale dei prezzi di approvvigionamento dell'energia, favorito in larga misura dallo sviluppo dei Paesi emergenti a livello mondiale, che ha prodotto un notevole aumento della domanda. In questo, o meglio nelle sue ripercussioni sugli equilibri economici (e sociali) internazionali, sembrerebbe risiedere la chiave di lettura del fenomeno. Nel collegamento tra potere economico e potere finanziario dei Paesi produttori risiede di fatto la sorpresa più grande rispetto agli scenari attesi. Per oltre trent'anni, infatti, l'economia mondiale ha vissuto con il credo condiviso secondo il quale l'aumento dei prezzi del petrolio costituirebbe la causa maggiore dell'inflazione, vista nel suo manifestarsi economico come...

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