Caso: un consumatore propone un piano che prevede la dilazione del credito residuo, vantato nei confronti di una banca per l'acquisto di un immobile, con una rateizzazione di 20 anni, offrendo alla banca il pagamento della complessiva somma di € 125.000,00 a fronte di un valore stimato dell'immobile di € 125.108,00 (già oggetto di esecuzione ed offerto all'asta al prezzo base di € 106.341,08).
A fronte dell'opposizione della banca all'omologa, il Tribunale di Como, con decreto 24.05.2018, concede il piano in considerazione del fatto che:
- il debitore avesse regolarmente adempiuto i primi anni di mutuo, omettendo quelli successivi per documentate difficoltà lavorative e personali;
- la durata della rateizzazione proposta risulta pienamente compatibile con la natura del rapporto giuridico sottostante (mutuo fondiario) la cui intrinseca caratteristica è proprio la lunga durata.
- il debitore ha offerto al creditore quasi l'esatto valore del credito residuo, somma comunque superiore a quella per ipotesi ricavabile dalla procedura esecutiva in essere, insufficiente a garantire il soddisfacimento dell'intero credito.
Il Tribunale ha ritenuto correttamente dannoso per gli interessi dei creditori individuare un termine astratto assoluto quale parametro fisso rispetto al quale vagliare la meritevolezza delle procedure di sovraindenbitamento, preferendo una ponderata valutazione della singola fattispecie.
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