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Diritto 26 Aprile 2023

Pignoramento revocatorio e azione ordinaria, fattispecie a confronto

All’azione revocatoria ordinaria si affianca un nuovo strumento a tutela delle ragioni creditorie.

Con il D.L. 83/2015, il creditore munito di titolo esecutivo che si ritenga pregiudicato da una riduzione patrimoniale posta in essere dal proprio debitore a titolo non oneroso, avrà 2 possibili scelte per tutelare i propri interessi: agire ex art. 2929-bis c.c. direttamente in via esecutiva anticipata entro un anno dalla trascrizione dell’atto di alienazione a titolo gratuito (o creazione del vincolo), facendo leva sulla presunzione di inefficacia e aggredendo direttamente il bene alienato dal proprio debitore; esperire l’ordinaria azione revocatoria ex art. 2901 c.c. Le due procedure non sono in rapporto di esclusione reciproca, risultando sempre possibile agire in via ordinaria per ottenere una sentenza dichiarativa di inefficacia dell’atto dispositivo del debitore. Analogie degli istituti: entrambi gli istituti richiedono il pregiudizio cagionato al creditore a seguito della riduzione patrimoniale del debitore e, allo stesso tempo, la consapevolezza di quest’ultimo di arrecare un danno al proprio creditore. L’elemento soggettivo del debitore, infatti, è essenziale ai fini della rivendicazione della porzione di patrimonio che è stata vincolata o alienata. Nella scelta della strada da percorrere, il creditore dovrà tener conto anche delle differenze strutturali che i 2 istituti reciprocamente presentano: l’azione revocatoria ordinaria ex art. 2901 c.c. non si limita ai soli atti a titolo...

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