Imposte dirette 29 Dicembre 2025

Plusvalenze: in Commissione la rateizzazione è tassazione immediata

L’esame parlamentare del D.D.L. Bilancio ha trasformato una già severa revisione in una misura ancora più impattante, cancellando la possibilità di rateizzare le plusvalenze realizzate sulle cessioni dei beni strumentali, con pesanti effetti su liquidità e progressività fiscale.

L'evoluzione del disegno di legge di Bilancio 2026 presso la Commissione 5 del Senato ha riservato un’amara sorpresa per le imprese che pianificano la dismissione di cespiti. Se in una prima fase avevamo analizzato la proposta di ridurre la rateizzazione delle plusvalenze da 5 a 3 esercizi, il testo uscito dai lavori parlamentari segna un cambio di passo ancora più radicale. La nuova formulazione (art. 15 D.D.L.), destinata a riscrivere il c. 4 dell'art. 86 del Tuir, stabilisce infatti la scomparsa totale della facoltà di ripartizione del carico fiscale in più anni per le plusvalenze derivanti da cessione di beni strumentali. A differenza della versione originaria approvata dal Governo, che conservava una finestra di 3 anni per i beni posseduti da almeno un quinquennio (mentre in precedenza erano 5 anni per i beni posseduti da almeno un triennio), il testo che si avvia all'approvazione definitiva stabilisce che tali componenti positivi di reddito debbano concorrere integralmente alla formazione della base imponibile nell'esercizio del realizzo.Sotto il profilo tecnico, la norma distingue nettamente tra le diverse tipologie di operazioni. Se per le cessioni di azienda o rami d'azienda viene fortunatamente mantenuta la possibilità di rateizzare la plusvalenza in quote costanti per un massimo di 5 esercizi, a condizione che siano stati posseduti per almeno 3 anni, per i beni mobili ed immobili strumentali la porta del rateizzo si chiude definitivamente. Per i...

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