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Enti locali 10 Gennaio 2026

PNRR nei bilanci comunali: chi pagherà la gestione delle nuove opere?

Il 2026 segna il passaggio dalla fase dei cantieri a quella dell’operatività. L’Europa ha finanziato gli investimenti, ma i costi di gestione (riscaldamento, personale e manutenzioni) ricadrà interamente sui bilanci comunali già saturi.

Mentre i cantieri PNRR procedono verso la deadline del 2026, una nuova criticità inizia a delinearsi negli uffici finanziari degli enti locali. Fino a oggi, il focus è stato quasi esclusivamente sulla capacità di spesa in conto capitale: procedure di gara, avvio dei lavori, rendicontazione degli stati di avanzamento lavori. Tuttavia, con l'avvicinarsi del taglio del nastro per asili nido, case di comunità, poli culturali e infrastrutture digitali, emerge la domanda cruciale: abbiamo i fondi per far funzionare queste strutture?Disallineamento: Capex vs Opex - Il PNRR è stato, per sua natura, uno straordinario shock di investimenti (Capex). Ha permesso ai Comuni di avviare opere pubbliche ferme da anni. Il limite strutturale del Piano, tuttavia, risiede nel finanziare la realizzazione dell'opera, ma non, o solo marginalmente, la sua gestione operativa (Opex). Il problema è puramente aritmetico: ogni nuovo metro quadro edificato o riqualificato genera automaticamente nuova spesa corrente. Un nuovo asilo nido non è solo un immobile, ma un centro di costo che richiede educatori, personale ausiliario, riscaldamento, utenze, pulizie e assicurazioni. Tutte voci che, dal giorno dell'inaugurazione, graveranno sul Titolo I del bilancio comunale.Voci di costo "nascoste" - Nel bilancio di previsione 2026-2028, i revisori dovranno sollecitare gli uffici tecnici e finanziari a una puntuale quantificazione dell'impatto delle opere in consegna. Le criticità si addensano su 3...

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