Le ricerche più recenti ci dimostrano che in Italia (come del resto in gran parte dei Paesi occidentali) il sistema di welfare pubblico è del tutto insufficiente a proteggere il cittadino dall'impatto finanziario di eventi come la morte e l'invalidità permanente. Eppure, nel nostro Paese oltre l'80% dei salari lordi non ha alcuna assicurazione contro i rischi biometrici. Ciò significa che, in caso di avversità, le conseguenze negative non si riverserebbero solo sul singolo, bensì anche sull'intera comunità che sarebbe chiamata a supportare la previdenza, la sanità e l'assicurazione sociale attraverso il pagamento di nuove imposte.
Un rimedio a tale problema potrebbe esser fornito dalle polizze collettive, vale a dire dei contratti assicurativi sottoscritti da un solo contraente nell'interesse di una pluralità di persone, generalmente costituita dai dipendenti di una stessa azienda oppure dagli appartenenti a una determinata categoria professionale. Tale formula contrattuale nasce, infatti, con l'intento di tutelare sia l'azienda che i lavoratori nelle circostanze di particolare necessità sopra indicate. A riprova di ciò vi è la consuetudine sempre più diffusa, da parte delle imprese, di istituire un fondo assicurativo attraverso l'utilizzo degli accantonamenti destinati al TFR.
È un'opzione che consente alla parte datoriale di limitare...