Paghe e contributi 14 Gennaio 2026

“Premi” e “indennità” rientrano nella retribuzione globale?

Alcune erogazioni, in relazione alla loro natura, non influenzano la retribuzione globale dalla quale discende poi la base di calcolo per voci retributive, tipo straordinari, Tfr, ecc.; ma non bisogna farsi fuorviare dalla denominazione adottata per dette erogazioni.

Abbiamo individuato un'interessante ordinanza della Corte di Cassazione, la 15.12.2025, n. 32696, validamente commentata su Ratio Quotidiano del 24.12.2025, secondo la quale, un'erogazione tale quale l’indennizzazione del patto di non concorrenza (il "gardening" degli anglosassoni), nel momento in cui si allontana dalla funzione propria di remunerare l’impegno della figura professionale uscente a non utilizzare per altri e magari per la concorrenza le “skills” acquisite durante il rapporto di lavoro che va a cessare, ma viene erogata ab inizio, regolarmente con ogni mensilità che viene elaborata, assume natura di retribuzione regolare mensile e questo ha una conseguenza rilevante, che, vedremo, si può concettualmente allargare ad altre "voci" spesso presenti in busta paga.La conseguenza è che alcuni istituti retributivi, per esempio le ore di straordinario, di notturno, di festivo, vengono remunerate in base alle maggiorazioni percentuali dell’ora base, ricavata dalla divisione per il divisore indicato da Ccnl (per esempio, 168, 172, 173) dell’importo della retribuzione globale mensile.Anche altri istituti tipo la monetizzazione di ferie, permessi, ROL, Tfr, sono influenzati da tale calcolo; giocoforza se alcune voci non rientrano per loro natura nella retribuzione mensile, non vanno ad “aumentare” l’ora base su cui calcolare le maggiorazioni o la monetizzazione degli altri istituti.Ma è importante ragionare non tanto e non solo sulla denominazione...

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