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Lavoro 06 Ottobre 2022

Prescrizione dei crediti in costanza di rapporto: chiarezza è fatta

Finalmente la Corte di Cassazione ha posto (forse) la parola fine ad una vicenda che si trascinava da troppo tempo.

Con la sentenza 6.09.2022, n. 26246, la Corte di Cassazione si è finalmente pronunciata sul tema della decorrenza della prescrizione a fronte, dapprima, delle modifiche apportate dalla L. 92/2012 all’art. 18 L. 300/1970 e, successivamente, dell’introduzione delle cosiddette “tutele crescenti” ai sensi del D. Lgs. 23/2015. La pronuncia era attesa da tempo, sia perché la fase di incertezza si protraeva dal 2012 (la L. 92/2012, infatti, è entrata in vigore il 18.07 di quell’anno), sia perché ci si trovava al cospetto di uno dei contrasti giurisprudenziali più appassionati e rilevanti degli ultimi tempi: si pensi solo che la norma aveva segnato una spaccatura addirittura all’interno di un medesimo ufficio giudiziario, come ben esemplificato dalle 2 sentenze Corte d’Appello di Milano sez. lav. 19.02.2019 e Corte d’Appello di Milano sez. lav. 30.04.2019 che, a distanza di poco più di 2 mesi l’una dall’altra, avevano risolto la questione in maniera diametralmente opposta. Come noto, la prescrizione dei crediti in materia di lavoro è disciplinata dall’art. 2948 c. 4 c.c.. Già negli anni ’60 la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’illegittimità costituzionale della normativa nella parte in cui consentiva che la prescrizione del diritto alla retribuzione decorresse durante il rapporto di lavoro (Corte Costituzionale, sentenza n....

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