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Accertamento, riscossione e contenzioso 19 Agosto 2026

Presidi di compliance e difese nei controlli su crediti R&S

La complessità tecnica dei progetti richiede tracciabilità, coerenza metodologica e corretta qualificazione delle spese, per prevenire contestazioni spesso basate su schemi accertativi standardizzati e non sempre aderenti alla natura delle attività innovative.

Aspetti generali - L’inasprimento dei controlli sui crediti d’imposta per ricerca e sviluppo ha reso necessario, per le imprese, un approccio più rigoroso nella gestione dei progetti agevolati. La natura tecnica delle attività, spesso interdisciplinare, impone infatti una documentazione chiara, coerente e capace di rappresentare in modo fedele gli obiettivi perseguiti, le metodologie adottate e le incertezze affrontate. Parallelamente, l’esperienza operativa mostra come l’Amministrazione Finanziaria tenda talvolta a ricondurre le irregolarità riscontrate entro schemi accertativi standardizzati, non sempre adeguati alla complessità dei processi innovativi. In questo quadro si colloca anche la recente sentenza della Corte di Cassazione 5.06.2026, n. 19155, che, pur confermando la facoltatività del parere tecnico del MIMIT, evidenzia come tale scelta non esoneri l’Ufficio dall’onere di una motivazione puntuale e coerente con la natura tecnico-scientifica delle attività agevolate. Presidi in caso di accessi - Durante la verifica, le principali criticità riguardano la qualità della relazione tecnica, la corretta individuazione del requisito della novità, la descrizione delle incertezze scientifiche o tecnologiche e la tracciabilità delle ore del personale. Molti rilievi derivano non dall’assenza dei requisiti sostanziali, ma da carenze descrittive o da una rappresentazione non sufficientemente analitica delle attività svolte. Una gestione accurata della...

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