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Diritto 04 Novembre 2019

Presunzioni tributarie e limiti dell’accertamento giudiziario

Se fondati su rilevazioni parametriche, questi mezzi costituiscono un'indubitabile costante grazie anche all'affidabilità probatoria dei risultati conseguibili.

La presunzione della capacità contributiva, scaturente dall’accertamento di appositi fattori che fungano da indice dimostrativo e posti a fondamento della metodica redditometrica, impongono in maniera indubitabile che, dalla circostanza fattuale di tale disponibilità di informazioni sufficientemente circostanziate, si possa dedurre una specifica capacità reddituale in capo al contribuente che dispone di beni-indice. La forza di tale procedimento condiziona e limita la stessa attività del giudice che, al cospetto dell’accertata effettività fattuale di tali elementi, non dispone di alcun potere in ordine alla possibilità di privare i dati del valore presuntivo, connesso dal legislatore alla loro disponibilità. Il giudice tributario può in tale ambito provvedere al solo vaglio delle difese del contribuente in ordine all'inesistenza o minore consistenza del maggior reddito presuntivamente accertato. Tali principi sono stati recentemente ribaditi dalla Suprema Corte (Cass. Civ. Sez. VI, ordinanza 21.10.2019, n. 26672) che ha cassato con rinvio la pronuncia di una C.T.R. con cui era stato impropriamente censurato l’operato dell’Amministrazione Finanziaria riguardo alla specifica illustrazione degli elementi posti alla base dei recuperi erariali: le Entrate avevano esclusivamente attestato, in seguito a specifico accertamento, il solo possesso di determinati beni stanti alla base di una diversa (e...

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