Previdenza integrativa 2026: deducibilità, rendite e silenzio-assenso
La legge di Bilancio 2026 riforma la previdenza integrativa aumentando la deducibilità, ampliando le opzioni di prestazione e rafforzando il silenzio-assenso. Le novità incidono su fiscalità, Tfr e pianificazione previdenziale.
La legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) introduce una miniriforma della previdenza integrativa che potenzia il limite massimo di deduzione per i versamenti ai fondi pensione integrativi, amplia le opzioni di prestazione con l’introduzione della rendita “a durata definita” e accelera l’adesione automatica tramite il meccanismo del “silenzio-assenso”. Queste novità ridisegnano la pianificazione previdenziale per lavoratori, aziende e autonomi, offrendo nuovi strumenti per ottimizzare il risparmio fiscale e il welfare. Nuovo limite di deducibilità - Dal periodo d’imposta 2026 il limite di deducibilità dei contributi versati alla previdenza complementare (lavoratore + datore/committente) sale da 5.164,57 a 5.300 euro annui. Il tetto continua a valere per tutte le forme complementari di cui al D.Lgs. 252/2005, senza computare il Tfr conferito ai fondi.Per i lavoratori di prima occupazione successiva al 31.12.2006 permane il meccanismo di recupero nei 20 anni successivi al 5° anno di partecipazione alla previdenza integrativa. La maggiorazione della deduzione, pari alla differenza tra contributi versati nei primi 5 anni e i relativi limiti annui, non può in ogni caso superare, per ciascun anno, la metà della soglia annua di deducibilità (massimo 2.650 euro).Prestazioni: più capitale e rendita flessibile - Sul fronte delle uscite, il massimale di prestazione ottenibile in forma di capitale passa dal 50% al 60% del montante accumulato, ferma restando la...