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Diritto 02 Febbraio 2021

Prova dell’inerenza sempre a carico del contribuente

Non è sufficiente la sola contabilizzazione del costo, ma servirà un completo riscontro documentale, tale da far emergere e valutare di conseguenza la coerenza economica dell'operazione.

Nel contesto di attività accertamento tributario, spetta al contribuente fornire adeguati riscontri probatori che attengono all'esistenza, all'inerenza e, qualora oggetto di contestazione ulteriore del Fisco, anche alla coerenza economica (inerenza quantitativa) delle spese sostenute e imputate in diminuzione del reddito. Per soddisfare le cennate condizioni probatorie, non è sufficiente attestare la sola contabilizzazione del costo, occorrendo altresì un completo riscontro documentale da cui poter dedurre l'importo e la descrizione dell’operazione, in maniera tale da far emergere e valutare di conseguenza la coerenza economica della medesima. In mancanza di tali riscontri, sarà legittima la ripresa dell’Amministrazione Finanziaria basata sulla negazione della deducibilità di un costo di ammontare ingente e per tale ragione sproporzionato rispetto ai ricavi o all'oggetto proprio dell’attività d'impresa. Rispetto a un costo, in pratica, il contribuente è tenuto a dimostrarne l'esistenza, l'oggetto, l'ammontare, l'inerenza, nonché la sua congruità e l'effettività del pagamento. Aderendo ai seguenti principi, la Cassazione (Cass. Civ. Sez. V, ordinanza 13.01.2021, n. 344) ha avallato l’iter accertativo dell’Agenzia delle Entrate, ponendo contestualmente in rilievo la definizione della soglia quantitativa dell’inerenza. Sempre...

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