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Revisione e controllo 04 Febbraio 2026

Pubblicate le nuove check-list Assirevi per i bilanci 2025

Anche per il 2025 Assirevi ha pubblicato le check-list aggiornate per la redazione dei bilanci d’esercizio e consolidati secondo i principi OIC.

Assirevi ha pubblicato le tradizionali check-list costruite in base agli aggiornamenti OIC pubblicati l’8.12.2025, applicabili ai bilanci con esercizio a partire dal 1.01.2026, con facoltà di adozione anticipata per i bilanci 2025. Le check-list rappresentano una guida sistemica e rigorosa per redigere il bilancio secondo i migliori standard interpretativi, ridurre il rischio di rilievi e garantire trasparenza verso gli stakeholder. La struttura delle liste è articolata in sezioni che riflettono i principali blocchi di bilancio (schemi, nota integrativa, specifiche aree contabili, disclosure) e per ciascun requisito normativo o interpretativo viene proposta una verifica puntuale, con risposta SI/NO/N.A., e (in caso negativo) l’obbligo di fornire una spiegazione documentata.

Sul piano contenutistico, le check-list relative al bilancio d’esercizio coprono tutte le principali aree: dallo schema obbligatorio di stato patrimoniale (verifica della corretta classificazione tra immobilizzazioni e attivo circolante, trattamento delle voci zero, rispetto dei divieti di compensazione), al rendiconto finanziario (OIC 10), con un’attenzione specifica alla classificazione tra attività operative, finanziarie e di investimento, alla separata evidenza di flussi monetari relativi a interessi, dividendi e imposte, nonché alle operazioni non monetarie.
Le sezioni dedicate alla nota integrativa richiedono un dettaglio analitico delle principali voci, incluse le disclosure su operazioni con parti correlate, impegni fuori bilancio, attività di direzione e coordinamento, politiche contabili e variazioni significative nei criteri adottati. Per ogni sezione viene richiesto di esplicitare la fonte normativa e la data di aggiornamento (es. riferimento a OIC aggiornati 2025 o interpretazioni di legge). Questo approccio è particolarmente rilevante per alcune voci come le immobilizzazioni immateriali (OIC 24), i fondi e TFR (OIC 31), i derivati (OIC 32), i ricavi (OIC 34) e le imposte (OIC 25), in cui l’aggiornamento normativo degli ultimi anni ha introdotto novità tecniche non banali.

Dal punto di vista operativo, si segnalano alcune aree tecniche di particolare utilità. In primis, il presidio sulla continuità aziendale. In tal senso, oltre a richiedere la valutazione della capacità dell’impresa di operare per almeno 12 mesi dalla data di bilancio, le check-list impongono, in presenza di incertezze significative, la necessità di esplicitare nella nota integrativa i fattori di rischio identificati, le assunzioni sottostanti, i piani di intervento aziendali, nonché (nei casi critici) gli effetti patrimoniali e reddituali attesi.
Ulteriormente, con riferimento alla rilevanza delle informazioni e delle voci di bilancio (disciplinata in modo sistematico da OIC 11) viene specificato che ogni eventuale deroga agli obblighi di rilevazione, valutazione, presentazione o informativa deve essere giustificata sulla base di criteri interni di materialità sia quantitativi (come l’incidenza della posta sul totale attivo, sul patrimonio netto o sul risultato d’esercizio) sia qualitativi (quali la natura dell’operazione, la sua eccezionalità, l’esposizione a rischi o implicazioni legali e reputazionali).
Un’ulteriore area di presidio riguarda i cambiamenti nei principi contabili adottati, le modifiche nelle stime, la correzione di errori e la gestione dei fatti intervenuti dopo la chiusura dell’esercizio. In linea con il principio OIC 29, le check-list evidenziano la necessità di documentare adeguatamente questi eventi nella nota integrativa, specificando le motivazioni alla base del cambiamento, gli effetti quantitativi e qualitativi prodotti sul bilancio e i necessari raccordi con l’esercizio precedente.
Infine, le check-list aiutano a prevenire errori nei bilanci abbreviati e delle microimprese, chiarendo con precisione i limiti dimensionali (artt. 2435-bis e 2435-ter c.c.), le semplificazioni ammesse (esonero dal rendiconto finanziario, riduzioni della nota integrativa) e gli obblighi minimi da rispettare.
Nelle check-list relative al bilancio consolidato, il focus si sposta su tematiche come: i criteri di inclusione delle società controllate; il consolidamento proporzionale o integrale; l’eliminazione dei saldi infragruppo; il trattamento delle differenze da consolidamento; soprattutto la coerenza tra principi contabili delle società incluse. Le check-list prevedono domande puntuali su ciascuno di questi aspetti, incluse le verifiche sulla necessità di redigere bilanci intermedi per i soggetti con esercizi non allineati e la gestione della conversione in euro dei bilanci esteri.