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Lavoro 16 Ottobre 2020

Pubblico impiego: un'emergenza ignorata

Urge un piano di massicce assunzioni per avvicinare il nostro Paese agli standard europei.

A dispetto di un convincimento molto diffuso secondo cui il nostro Paese sarebbe oberato da una pletora di pubblici dipendenti, una recente statistica colloca l'Italia al penultimo posto in Europa come numero di addetti nella Pubblica Amministrazione, ultima in assoluto se si considerano soltanto la Difesa e le varie Amministrazioni locali e centrali. Ad alzare un po' la media e salvarci dalla “maglia nera”, contribuiscono alcuni comparti come la Sanità e i servizi sociali, che pure stanno vivendo giorni di assoluta emergenza. È un dato inquietante, colpevolmente ignorato dalla classe dirigente e dall'opinione pubblica, che piuttosto preferiscono ripararsi dietro il luogo comune. Eppure, di tale anomalia si percepiscono quotidianamente gli effetti deleteri, per esempio quando ci imbattiamo in lunghe liste di attese per ottenere una prestazione sanitaria, o quando sorgono complicazioni burocratiche o più semplicemente, quando facciamo fatica a contattare il preposto di un ufficio. Non solo, la carenza di personale pubblico ci aiuta a comprendere un altro paradosso tutto italiano: pur avendo tra i Paesi occidentali la più bassa percentuale di laureati, al contempo l'Italia ha, dopo la Grecia, la più alta percentuale di laureati disoccupati. La ragione di ciò va principalmente rinvenuta nel sottodimensionamento della Pubblica Amministrazione, che in quasi tutti i Paesi a economia sviluppata è il...

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