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Diritto del lavoro e legislazione sociale 18 Agosto 2026

Quando andrò in pensione? Il nuovo simulatore aiuta, ma non sa tutto

L’Inps aggiorna il simulatore degli scenari pensionistici alle novità della legge di Bilancio 2026. Accesso libero, nuove informazioni e maggiore semplicità, ma il servizio resta uno strumento di orientamento.

Con il messaggio n. 2612/2026, l’Inps ha annunciato una nuova versione di “Pensami – PENSione A MIsura”, il simulatore di calcolo della pensione nato nell’ambito del progetto PNRR n. 17 “Consulenza virtuale scenari pensionistici futuri”. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: consolidare il ruolo dello strumento quale consulente pensionistico di prima istanza, mettendo a disposizione dei cittadini un primo orientamento sulle possibili modalità di pensionamento.

Che cosa riesce a fare Pensami - L’immediatezza è certamente il punto di forza di Pensami. Inserendo pochi dati anagrafici e contributivi, l’utente può visualizzare le principali forme di pensionamento potenzialmente accessibili nelle diverse gestioni oppure attraverso il cumulo della contribuzione. Il simulatore prende in considerazione, tra l’altro, FPLD (Fondo pensione dei lavoratori dipendenti), Gestioni artigiani e commercianti, Gestione Separata, Casse dei dipendenti pubblici e contribuzione presso Casse professionali. Consente inoltre di verificare l’effetto di alcuni istituti che potrebbero anticipare il pensionamento, come il riscatto della laurea, i periodi di lavoro all’estero, il servizio militare o determinati accrediti legati alla maternità. È quindi uno strumento didatticamente molto utile: permette anche a chi non conosce la materia previdenziale di comprendere che non esiste soltanto una “pensione”, ma una pluralità di canali di uscita, ciascuno caratterizzato da requisiti differenti.

Il grande assente: la posizione assicurativa reale - È proprio qui, tuttavia, che emerge il principale limite del servizio: Pensami non accede alla banca dati previdenziale dell’interessato. Non legge il suo estratto conto e non conosce realmente quali contributi risultino accreditati. È il cittadino a dichiarare quanti anni e mesi possiede nelle singole gestioni e il risultato viene elaborato esclusivamente sulla base delle informazioni inserite. Sul punto, l’Inps afferma infatti che i risultati sono anonimi, non hanno valore certificativo o costitutivo del diritto e potrebbero non coincidere con la situazione previdenziale reale. La simulazione, inoltre, utilizza anni e mesi e non considera i giorni di contribuzione.
La differenza non è marginale: nelle verifiche pensionistiche reali sono frequenti estratti conto con periodi mancanti, sovrapposti, da ricongiungere, da cumulare o da valorizzare secondo regole differenti. Possono esserci contributi figurativi, periodi esteri, gestioni pubbliche e private, riscatti, maggiorazioni o anzianità la cui effettiva utilità deve essere verificata. Se il dato iniziale inserito dall’utente non corrisponde alla sua posizione assicurativa, anche una regola pensionistica perfettamente applicata conduce inevitabilmente a un risultato non corrispondente alla realtà.

Manca anche la risposta più importante: “quanto prenderò?” - Il servizio non calcola l’importo della prestazione, come tra l’altro espressamente dichiarato dall’Inps. Eppure, la convenienza di un pensionamento non può essere valutata soltanto sulla data: 2 possibilità di uscita distanti alcuni mesi o alcuni anni possono comportare importi molto differenti; può essere necessario confrontare pensione anticipata e pensione di vecchiaia, valutare il costo di un riscatto rispetto al beneficio ottenibile oppure stabilire se il posticipo del pensionamento compensi le mensilità nel frattempo perdute.

Un ottimo navigatore, ma senza collegamento al veicolo - La nuova versione rappresenta, in definitiva, un ulteriore passo avanti nella diffusione della cultura previdenziale, ma non risponde in modo esaustivo alle esigenze di chi vorrebbe orientarsi con cognizione di causa in merito al pensionamento.
Sicuramente, la semplicità di accesso è un valore e la possibilità di conoscere istituti che il cittadino spesso ignora può perfino far emergere opzioni pensionistiche da approfondire. Forse, però, il vero salto di qualità sarebbe un altro: collegare questo motore alla posizione assicurativa effettiva dell’utente, consentire una verifica puntuale della contribuzione e affiancare alle date una stima economica comparativa delle diverse alternative.