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Consulenza aziendale, commerciale e marketing 10 Luglio 2026

Quando è lo junior a insegnare al senior

I giovani portano negli studi competenze sull’AI generativa: valorizzarle con il reverse mentoring permette di innovare, purché senior e junior condividano regole, verifica e responsabilità professionale.

Il nuovo collaboratore è in studio da 3 settimane. Gli affidate una rassegna di circolari da sintetizzare, lavoro da mezza giornata, e ve la riporta dopo un'ora: ha impostato un passaggio con l'Intelligenza Artificiale che voi non conoscevate. La prima reazione, siamo onesti, è un misto di sospetto e fastidio. La seconda dovrebbe essere una domanda: cos'altro sa fare che noi non sappiamo?I numeri dicono che la scena diventerà la norma. Secondo il report Istat “Cittadini e ICT” di aprile 2026, in Italia usa strumenti di Intelligenza Artificiale generativa il 51,2% dei ragazzi tra i 14 e i 19 anni e il 43,1% dei giovani tra i 20 e i 24. Nella popolazione tra i 16 e i 74 anni la quota scende al 19,9%. Tradotto: chi entra oggi in studio maneggia questi strumenti più del doppio della media degli adulti italiani.È una novità vera, perché da sempre negli studi il sapere scende dall'alto: il titolare insegna, lo junior impara. E vale ancora, perché il Fisco, i cedolini, la gestione del cliente non si imparano su ChatGPT. Ma per la prima volta una parte del sapere entra dal basso. Proprio sulla tecnologia che sta cambiando il modo di lavorare.Cosa succede, di solito? Che quel sapere si spegne all'ingresso. “Qui si fa così” è la frase che lo disinnesca. Il neoassunto capisce l'antifona, si adegua alle procedure di sempre e mette via lo strumento. Oppure non si adegua, e dopo un anno saluta. In entrambi i casi lo studio ha pagato uno stipendio e buttato la dote.Un...

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