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Amministrazione del personale 15 Maggio 2026

Quando è legittimo il licenziamento per malattia simulata

La Corte di Cassazione, con ordinanza 8.04.2026, n. 8738, è intervenuta per chiarire quali elementi il datore di lavoro deve raccogliere perché sia legittimo il licenziamento comminato a un lavoratore accusato di simulare una malattia.

La Cassazione ha emesso l’ordinanza n. 8738/2026 sollecitata da un lavoratore dipendente che si è visto respingere dalla Corte d’appello territoriale la richiesta di annullamento del licenziamento disciplinare intimatogli dall’azienda per cui lavora per una presunta simulazione dello stato di malattia al fine di non svolgere le nuove mansioni assegnategli, a lui non gradite. La Corte ha innanzitutto sottolineato che “l’onere della prova, gravante per espressa previsione di legge sul datore di lavoro, deve concernere la sussistenza di un evento che giustifica la cessazione del rapporto di lavoro in relazione alla singola fattispecie, vale a dire, quanto ai licenziamenti disciplinari, la sussistenza di una grave negazione degli elementi essenziali del rapporto di lavoro e, in particolare, di quello fiduciario”. Onere che tradizionalmente va inteso con rigore: il datore di lavoro deve infatti “provare l'inadempimento del lavoratore senza potersi limitare a fornire indizi delle asserite violazioni, imponendo al lavoratore di fornire la prova contraria, poiché ciò darebbe luogo a un'ingiustificata inversione dell'onere probatorio”. Detto ciò, “l’assolvimento dell’onere facente carico alla parte datoriale non richiede necessariamente la diretta dimostrazione del fatto oggetto di contestazione, potendo la prova richiesta avere a oggetto anche solo elementi idonei a consentire in via presuntiva l’accertamento della sussistenza della causa legittima di...

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