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Diritto 19 Ottobre 2022

Quando il modello organizzativo 231 è solo sulla carta

In materia di responsabilità amministrativa da reato il modello organizzativo deve essere adottato ed efficacemente attuato: la mancata attuazione rende inefficaci le conseguenze previste dalla norma.

Sono trascorsi 22 anni dall’introduzione della disciplina in materia di responsabilità amministrativa da reato degli enti collettivi, eppure restano ancora avvolti nella nebbia taluni suoi principi cardine. Tra questi la fondamentale condizione che il modello organizzativo 231, oltre all’adozione, deve essere “efficacemente attuato” per produrre gli effetti previsti dalla norma. I suoi contenuti, oltre a radiografare e rappresentare la realità dell’ente, le sue reali condizioni operative per individuare verso quali rischi di reati può essere potenzialmente esposto, devono costituire appropriati punti di riferimento per i componenti dell’organizzazione, in termini di condotte da evitare e/o da porre in essere. Altro principio cardine è la formazione/informazione e sensibilizzazione di tutti i componenti dell’organizzazione, nessuno escluso, sul tema della responsabilità amministrativa da illecito e sugli specifici contenuti del modello 231 adottato. Attività nella quale è necessario tenere in buona evidenza le diverse soggettività dei destinatari: ruoli, mansioni e compiti affidati in seno all’organizzazione, nonché formazione scolastica. In relazione a tale ultimo aspetto, nell’utilizzo di un lessico necessariamente tecnico non va trascurata l’esigenza di rendere comprensibili anche ai non addetti ai lavori determinati concetti, specie se riguardanti...

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