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Diritto 05 Giugno 2019

Quando il trust danneggia un creditore


L’atto di destinazione dei beni in un trust è un atto dispositivo frutto dell’autonomia negoziale di un individuo. Attraverso questo istituto, un soggetto, definito disponente, intesta la titolarità di tutti o solo di una parte dei propri beni a un altro soggetto, il trustee, nell’interesse di uno o più terzi beneficiari. Come tutti gli atti dispositivi, anche questa figura giuridica può arrecare pregiudizio a un creditore del disponente, il quale, costituendo con il trust un piccolo patrimonio separato dal proprio per affidarlo alle cure del trustee, di fatto riduce la generica garanzia patrimoniale ex articolo 2740 C.C offerta al creditore. A questo punto, il creditore, di fronte a un atto pregiudizievole delle sue ragioni, può tutelarsi con un’azione surrogatoria o un sequestro conservativo, oppure può agire in revocatoria. Con attenzione, però, perché l’azione revocatoria in ambito di trust chiede una precisa analisi della tipologia degli atti costitutivi del trust, nonché della natura del trust stesso. Il creditore che vuole agire in revocatoria necessita, oltre che di una valida ragione di credito e della presenza di un effettivo atto di disposizione patrimoniale posto in essere dal proprio debitore, della sussistenza di tre presupposti, espressi dall’articolo 2901 C.C. Il primo di questi è il cosiddetto eventus damni, cioè l’atto dispositivo deve...

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