Analizziamo alcune delle situazioni possibili e i relativi strumenti per affrontarle.
1. Equiparazione della quarantena alla malattia - I casi di quarantena precauzionale, di quarantena con sorveglianza attiva o permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva, essendo procedimenti di natura sanitaria dai quali non è possibile prescindere, sono sempre equiparabili alla malattia. In tali situazioni, dunque:
- ai lavoratori aventi diritto alla tutela della malattia a carico dell’Inps, sarà riconosciuta l’indennità economica previdenziale a cui si aggiungerà l’eventuale integrazione del datore;
- i periodi di equiparazione non rientreranno nel computo del c.d. “periodo di comporto”, inteso come periodo massimo di conservazione del posto di lavoro;
- il lavoratore dovrà produrre il certificato di malattia attestante il periodo di quarantena, all’interno del quale il medico curante dovrà indicare gli estremi del provvedimento emesso dall’operatore di sanità pubblica.
2. Quarantena/sorveglianza precauzionale e lavoro agile - Se il lavoratore posto in quarantena o in sorveglianza precauzionale perché soggetto fragile, continua a svolgere l’attività lavorativa al proprio domicilio in smart working, non sarà riconosciuta alcuna tutela di malattia: in questa situazione, infatti, non si registra alcun tipo di sospensione dell’attività stessa.
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