Diritto del lavoro e legislazione sociale
05 Novembre 2026
Quota 100: la Cassazione limita il recupero della pensione
Chi torna a lavorare prima dell’età di vecchiaia viola ancora il divieto di cumulo, ma la pensione può essere ridotta soltanto in misura pari al reddito da lavoro percepito: la novità interessa potenzialmente le pensioni Quota 100, 102 e Quota 103.
Chi è andato in pensione con Quota 100 ricorderà una delle condizioni più restrittive di questa forma di pensionamento anticipato: il divieto di cumulare la pensione con i redditi derivanti da un’attività lavorativa, fino al compimento dell’età per la vecchiaia (pari a 67 anni sino al 31.12.2026).Quota 100, introdotta dall’art. 14 D.L. 4/2019, consentiva di pensionarsi con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi, maturati entro il 31.12.2021. In cambio dell’uscita anticipata, però, il pensionato non poteva percepire redditi da lavoro dipendente o autonomo fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia. L’unica eccezione riguardava il lavoro autonomo occasionale, consentito entro 5.000 euro lordi annui.Ma che cosa succede se il pensionato svolge ugualmente un’attività lavorativa, magari per poche settimane e con un compenso modesto? Su questo punto è intervenuta di recente la Corte di Cassazione, con la sentenza 14.10.2026, n. 26864, modificando significativamente il precedente orientamento.
Posizione dell’Inps: un anno di pensione da restituire - L’Inps, con la circolare n. 117/2019, ha adottato un’interpretazione particolarmente rigorosa in merito alla pensione Quota 100: la percezione di redditi da lavoro non consentiti comporta la sospensione della pensione per l’intero anno solare interessato, indipendentemente dalla...