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Diritto
22 Agosto 2023
Raccomandata con più atti alla prova del mittente
Per la Cassazione (ord. 18150/2023) la prova che l’involucro di una raccomandata contenga più atti può esser data dal mittente anche presuntivamente, stante la connessione oggettiva e soggettiva degli atti di accertamento, nonché la contestualità della loro formazione.
Un contribuente proponeva ricorso alla davanti Commissione Tributaria Provinciale, lamentando l’omessa notifica dell’avviso d’accertamento ICI relativo al periodo d’imposta 2002 e riconoscendo invece il ricevimento dell’avviso d’accertamento ICI relativo al periodo d’imposta 2003.
La CTR rilevava che il Comune aveva fornito sufficiente evidenza che il plico raccomandato, sicuramente notificato al contribuente in tempo utile per impedire la decadenza, conteneva 2 atti, atteso che la conseguenzialità numerica (tenuto conto che il n. [Omissis] individuava l'accertamento relativo all'ICI 2003) lasciava ragionevolmente presumere che il n. [Omissis] individuasse l'accertamento relativo all'ICI 2002.
La causa giungeva in Cassazione, avendo il contribuente denunciato la violazione e falsa applicazione degli artt. 1335 e 2697 c.c. e art. 26, D.P.R. n. 602/1973, in relazione all'art. 360 c.p.c., c. 1, n. 3), per non aver la CTR considerato che, ove il mittente affermi di aver inserito più di un atto nello stesso plico e il destinatario contesti tale circostanza, è il mittente che deve dimostrare il contenuto della busta.
La Corte di Cassazione, nel respingere il ricorso, ha ritenuto che la CTR avesse fatto corretta applicazione del principio secondo cui "In caso di notifica di cartella di pagamento a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento, ove l'involucro contenga plurime cartelle e...