La sentenza della Cassazione penale, Sezione III, 27.04.2026, n. 14990 affronta un tema estremamente delicato nel nuovo assetto dei reati tributari, riguardante nello specifico il rapporto tra sanzioni amministrative già irrogate, condanna penale e confisca del profitto. La questione interpretativa controversa riguarda l’art. 21-ter D.Lgs. 74/2000, introdotto dalla riforma del 2024, secondo cui, quando per lo stesso fatto sia già stata applicata una sanzione penale, amministrativa o amministrativa dipendente da reato, il giudice deve tenerne conto nella determinazione della sanzione di propria competenza. Siamo al cospetto di una norma ideata per evitare che il contribuente venga colpito più volte per la medesima vicenda, subendo una duplicazione o triplicazione punitiva non proporzionata. È proprio in detto ambito che si inserisce la decisione in commento in cui gli Ermellini riconoscono il meccanismo di compensazione, ma ne restringono fortemente la portata, escludendo che esso possa incidere sulla confisca diretta del profitto del reato.Il caso riguardava una condanna per reati tributari connessi all’emissione e all’utilizzo di una fattura per operazione inesistente e all’infedele dichiarazione, nel cui contesto la Corte d’appello aveva ridotto la pena, tenendo conto delle sanzioni amministrative già divenute definitive, ma aveva mantenuto ferma la confisca del profitto. In termini difensivi era stato legittimamente sostenuto che anche tale ablazione...