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Diritto 12 Ottobre 2022

Reati tributari, la prova dell'amministrazione di fatto

La punibilità dell’amministratore di fatto chiamato a rispondere di frode fiscale passa attraverso un peculiare riscontro probatorio delle funzioni concretamente esercitate dall’indagato.

La Cassazione ha recentemente ribadito i profili di attribuzione di responsabilità penale a carico di soggetti chiamati a rispondere a titolo di concorso nella frode fiscale quali amministratori di fatto dell’ente societario sottoposto ad attività di controllo e contestazione. La compiuta trattazione di una serie di principi di diritto vertenti sul tema, perviene nello specifico dalla sentenza n. 36556 della II Sezione Penale della Cassazione, depositata lo scorso 27.09.2022: anche in ambito tributario, per attribuire a un soggetto le responsabilità penali correlabili alla desunta attribuzione della qualifica di amministratore di fatto di una società, ci si deve concentrare su un dato eminentemente sostanzialistico incentrato sulla valorizzazione dell’esercizio continuativo e significativo, e non già solamente occasionale (o riconnesso a singoli episodi gestori), di tutti quei poteri che consentono di tipizzare, in termini di qualifica o funzione, l’attività di amministrazione e gestione di una società. In tale contesto, è opportuno chiarire che, ai fini della contestazione dell'amministrazione di fatto di un’impresa, non occorre verificare e dimostrare il concreto esercizio di tutti quei poteri tipici dell'organo di gestione, essendo già sufficiente la prova di una significativa e continuativa attività di gestione, come in precedenza descritto: si pone l’accento...

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