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Diritto
29 Novembre 2019
Reati tributari, quanto e quando rileva il pagamento delle imposte
Per le contestazioni ai sensi del D.Lgs. 74/2000, l'aspetto temporale dell’adempimento non condiziona solo l’accesso al rito con possibilità di patteggiamento, ma anche la stessa configurabilità del reato.
Torna al vaglio della Suprema Corte di Cassazione la rilevanza temporale del pagamento del debito tributario, avuto riguardo a fattispecie penalmente rilevanti e agli effetti che il pagamento sortisce per la prosecuzione delle vicende giudiziarie.
Ancor prima di chiarire la specificità della linea interpretativa cennata, si ritiene opportuno evidenziare in via preliminare quelli che sono i contenuti della normativa di riferimento. Com’è noto, la revisione operata dal D.Lgs. 24.09.2015 ha riformato il contenuto dell’art. 13, D.Lgs. 74/2000, attualmente rubricato “Causa di non punibilità. Pagamento del debito tributario”. Infatti la norma, al primo comma, prevede che i reati di omesso versamento di cui agli artt. 10-bis e 10-ter e di indebita compensazione di cui all'art. 10-quater D.Lgs. 74/2000 non sono punibili qualora, prima della dichiarazione di apertura del dibattimento (di primo grado), i debiti tributari siano estinti mediante integrale pagamento degli importi dovuti, anche a seguito delle speciali procedure conciliative e di adesione all'accertamento previste dalle norme tributarie, nonché del ravvedimento operoso.
Tale evenienza va tenuta ben distinta rispetto al pagamento del debito tributario, correlato ad altre fattispecie delittuose, che consentono in pratica l’accesso al rito del patteggiamento.
Tale linea di discrimine, benché legislativamente chiara, necessita del risolutivo intervento...