Reddito prodotto in Italia dai non residenti, il caso dei piloti
Recenti indicazioni dell’Agenzia delle Entrate si occupano del reddito da lavoro dipendente prestato in Italia da non residenti e, in particolare, del caso dei piloti non residenti che volano nello spazio aereo nazionale.
Come è noto, anche i non residenti possono essere tassati in Italia sui redditi qui prodotti. Tralasciando l’effetto dei Trattati contro le doppie imposizioni, un lavoratore dipendente non residente è tassato per i redditi derivanti da lavoro prestato nel territorio dello Stato. Questo precetto è di facile applicazione in alcuni casi.Altri casi suscitano decisamente maggiore curiosità. Prendiamo il caso dei piloti d’aereo che sorvolano il nostro Paese ad alta quota, o che vi fanno scalo per tratte in parte o interamente domestiche. Devono essere tassati in Italia? Questo è in sintesi il quesito formulato da un’Associazione, al quale l’Agenzia delle Entrate ha risposto con la consulenza giuridica n. 15/2025.Il quesito non interessa solo i piloti (e in genere il personale di volo), ma anche i sostituti di imposta.In primo luogo, l’Agenzia ritiene che, per il pilota impegnato esclusivamente in voli interni (italiani), il presupposto reddituale si verifica interamente. Per i voli internazionali, invece, l’Agenzia ritiene che il presupposto riguardi la quota di reddito riferita alle ore di lavoro svolte nello spazio aereo nazionale. L’Amministrazione Finanziaria, ovviamente, non potrà esercitare alcuna pretesa impositiva sui redditi dei piloti non residenti riferita alle ore di lavoro svolte fuori dallo spazio aereo nazionale.Per conoscere il reddito imponibile in Italia è, dunque, indispensabile conoscere l’intera retribuzione del pilota, le ore volate...