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Altre imposte indirette e altri tributi 17 Settembre 2026

Registro allo 0,50% per aumento di capitale liberato con compensazione

L'operazione tra crediti dei soci e debito da sottoscrizione sarebbe un negozio autonomo, estraneo agli atti societari dell’art. 4 della Tariffa, e sconta lo 0,50% ex art. 6; l’autore ne critica il formalismo.

Il caso esaminato in Cassazione ha riguardato la tassazione di un verbale assembleare rogato per atto pubblico con cui l'assemblea straordinaria di una società, a fronte di perdite risultanti dalla situazione patrimoniale infrannuale al 30.11.2017, aveva deliberato il ripianamento mediante azzeramento del capitale sociale e contestuale aumento per assorbire la perdita residua, liberato tramite compensazione di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati dai soci verso la società. Il Fisco applicava l'imposta proporzionale dello 0,50% ex art. 6 della Tariffa parte prima allegata al D.P.R. 131/1986, in luogo dell'imposta fissa di 200 euro autoliquidata dal notaio. Il giudice d'appello riteneva invece dovuta l'imposta fissa, giudicando le compensazioni dei soci indissolubilmente funzionali alla sottoscrizione dell'aumento di capitale e non riconducibili a un autonomo rapporto di finanziamento. L'Agenzia delle Entrate ricorreva per Cassazione, che si è pronunciata con l'ordinanza 7.09.2026, n. 25106. Con il 1° motivo veniva denunciata violazione degli artt. 20 e 21 TUR nonché dell'art. 4, c. 1, lett. a), n. 5, e dell'art. 6 della Tariffa, per non aver il giudice d'appello considerato l'atto pubblico come atto plurimo comprendente autonome disposizioni negoziali.Su tale motivo la Cassazione ha affermato che negli atti societari tassabili ex art. 4, lett. a), della Tariffa rientrano solo quelli espressivi della volontà assembleare, restandone esclusa la rinuncia al...

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