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Accertamento, riscossione e contenzioso 02 Ottobre 2026

Residenza fiscale e quadro RW: l’anagrafe non perdona

La Cassazione (ord. n. 24972/2026) chiarisce che ante 2024 l’iscrizione anagrafica vincolava la residenza fiscale e il quadro RW, anche per fondi esteri leciti o già tassati.

Il formalismo fiscale continua a mietere vittime nelle aule di giustizia e, di riflesso, sulle scrivanie dei professionisti. L’ordinanza della Corte di Cassazione 3.09.2026, n. 24972 costituisce l’ennesimo richiamo all’inflessibilità che governa la residenza fiscale e il monitoraggio delle attività estere.Il caso di specie è un classico della pratica di studio: una contribuente contrae matrimonio a San Marino, vi dimora stabilmente, lavora da anni presso l’Istituto di sicurezza sociale di Cailungo e dispone di un conto corrente estero nutrito da somme lecite, derivanti dalla vendita di un immobile situato in Italia e da una pensione Inpdap già tassata alla fonte dall’Erario italiano. Apparentemente, un quadro indefettibile di radicamento estero. Eppure, un singolo “peccato originale” annulla ogni difesa sostanziale: la mancata cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente di un Comune italiano.Requisito dell’anagrafe e trappola del quadro RW - Per le annualità accertate (2008-2010), la Suprema Corte applica con chirurgica freddezza l’art. 2, c. 2 del Tuir nel suo testo storico. L’iscrizione anagrafica in Italia ha operato come criterio formale assoluto e preclusivo: finché il nome resta nei registri comunali, la residenza fiscale italiana è blindata e non ammette prova contraria sul “centro degli interessi” o sul permesso di soggiorno estero.Ma la stangata vera arriva sul quadro RW. La Cassazione ribadisce che l’obbligo di...

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