L’elenco dei reati-presupposto della responsabilità amministrativa, di cui al D.Lgs. 231/2001, non include i reati fiscali o quanto meno non li include in modo diretto. Di fatto, tra i reati del catalogo 231 l’associazione a delinquere e quelli di riciclaggio, autoriciclaggio e impiego di denaro o beni di provenienza illecita, prevedono condotte illecite che, in modo differente, potrebbero ricondursi alla commissione di un reato tributario e quindi far incorrere l’ente nella responsabilità amministrativa da illecito.
Nell’ipotesi del reato di associazione a delinquere, il c.d. pactum sceleris potrebbe essere finalizzato a porre in essere azioni per frodare il Fisco: il caso tipico è l’accordo tra più imprese per generare un giro di false fatturazioni attraverso il quale evadere l’IVA. In ordine alle fattispecie di riciclaggio, autoriciclaggio e impiego di denaro o beni di provenienza illecita, queste potrebbero concretizzarsi in tutte le situazioni in cui s’impiegano o utilizzano i proventi di un’evasione fiscale.
Se nella commissione dei predetti reati sono coinvolti soggetti dell’ente (apicali o sottoposti), e il reato è stato commesso nell’interesse o a vantaggio del medesimo ente, questo potrebbe essere chiamato a rispondere di responsabilità amministrativa da reato.
Se l’ente adottasse un modello organizzativo 231, tra i potenziali rischi di reato dovrà...