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Diritto
09 Ottobre 2019
Responsabilità amministrativa, cybersicurezza tra i reati presupposto
La protezione delle tecnologie informatiche usate quotidianamente nel pubblico e nel privato è divenuta fattore imprescindibile per garantire il regolare sviluppo sociale, come dimostra il dibattito sulla nuova tecnologia 5G.
Il 22.09.2019 è entrato in vigore il D.L. 105/2019 rubricato “Disposizioni urgenti in materia di perimetro di sicurezza nazionale cibernetica”, i cui effetti sono immediati ma provvisori, perché dovrà essere convertito in legge entro il prossimo 22.11. La norma istituisce il perimetro di sicurezza nazionale finalizzato ad assicurare “un livello elevato di sicurezza delle reti, dei sistemi informativi e dei servizi informatici delle amministrazioni pubbliche, degli enti e degli operatori nazionali, pubblici e privati, da cui dipendono l’esercizio di una funzione essenziale dello Stato, ovvero la prestazione di un servizio essenziale per il mantenimento di attività civili, sociali o economiche fondamentali per gli interessi dello Stato e dal cui malfunzionamento, interruzione, anche parziali, ovvero utilizzo improprio, possa derivare un pregiudizio per la sicurezza nazionale”. Le relative specifiche tecniche e implementazioni di dettaglio, riguardanti in modo differenziato i settori sia pubblico sia privato, sono demandate a successivi decreti delegati.
Il provvedimento stabilisce diverse ipotesi di sanzioni amministrative pecuniarie fino al massimo di € 1.800.000 in caso di inadempimento agli obblighi prescritti, mancata osservanza delle misure di sicurezza indicate o in caso di omissioni di natura informativa.
Relativamente alle misure di sicurezza, queste riguardano: politiche di sicurezza adottate, struttura...