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Diritto
13 Giugno 2022
Revocatoria ordinaria in sede fallimentare: l'eventus damni
L’eventus damni si identifica nell’insolvenza o nel suo aggravamento, oppure deve comunque concretizzarsi nel pregiudizio alle ragioni dei creditori ammessi al passivo e anteriori all’atto dispositivo?
Parte della giurisprudenza, ormai superata, identificava l’eventus damni nell’insolvenza o nell’aggravamento della medesima, essendo il pregiudizio riferibile all’intera massa dei creditori (Cass. 15.03.1990, n. 2117). Si reputava, soprattutto in dottrina, che quando l’azione revocatoria ordinaria era esercitata nel fallimento, l’atto non danneggiava uno o più creditori determinati, ma l’intera massa, senza che fosse possibile distinguere tra creditori anteriori o successivi all’atto.
Pertanto, dalla premessa per cui l’atto pregiudicava l’intera massa, doveva derivare necessariamente la conseguenza che per il relativo accertamento si dovesse tener conto di tutti i crediti che facevano parte della massa passiva; era assoggettabile ad azione revocatoria anche l’atto che, al momento del suo compimento, non aveva leso la garanzia patrimoniale a danno dei creditori preesistenti, quando però avesse pregiudicato il soddisfacimento di creditori successivi. Non si faceva riferimento al pregiudizio risentito dal singolo creditore, ma ad una situazione di carattere generale, di crisi o di insolvenza che aveva caratteristiche di globalità e comportava la considerazione dell’intero patrimonio e di tutti i soggetti che erano in relazione con l’imprenditore.
Altra parte della giurisprudenza, seguita dalla dottrina più recente, identifica i 2 tipi di revocatoria ordinaria...