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Accertamento, riscossione e contenzioso 13 Maggio 2026

Ricarico flop? Fisco, motiva!

Il ricarico medio ponderato non è una bacchetta magica che l'Amministrazione Finanziaria può sventolare per sanare d'ufficio ogni presunta irregolarità. Vediamolo insieme analizzando la recentissima pronuncia della Cassazione.

Quando la contabilità di un'impresa risulta complessivamente inattendibile, il ricorso all'accertamento analitico-induttivo ex art. 39 D.P.R. 600/1973 è certamente l'arma di elezione dell'Ufficio. Tuttavia, la presunzione non può mai tramutarsi in un arbitrio incontrollabile.L'ordinanza della Cassazione 6.05.2026, n. 12897 ci fornisce un formidabile scudo per disinnescare prassi accertative purtroppo ancora dilaganti. Il caso affrontato è un grande classico della pratica di studio: un bar-pasticceria subisce una verifica fiscale e l'Agenzia procede a rideterminare in via presuntiva i maggiori ricavi. Come? Nel modo più sbrigativo possibile, ossia limitandosi a raffrontare "i prezzi di acquisto delle singole tipologie di beni discendenti dai dati ricavati dalle fatture di acquisto e quelli invece praticati in occasione della commercializzazione degli stessi". Un'operazione sommaria e pigra, avallata pericolosamente dai giudici di merito.Qui interviene la provvidenziale scure della Suprema Corte, che accoglie il ricorso del contribuente evidenziando il vizio fatale della pretesa: l'assenza di un iter logico ricostruttivo trasparente.Spunti operativi per la pratica quotidiana - Quante volte, analizzando un Processo Verbale di Constatazione o un avviso di accertamento sulla scrivania, ci imbattiamo in percentuali di ricarico calate letteralmente dall'alto? I verificatori fanno spesso un calderone indistinto di ricarichi (dal caffè ai lievitati, senza distinzione di...

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