Ricerca e sviluppo, un segreto per farla sul serio
L’impresa ha bisogno di idee. Buone idee. Idee che sorprendano il mercato, capaci di cogliere o stimolare un bisogno a volte inespresso o capaci di soddisfarlo in modo nuovo. Alimentare il gruppo di lavoro con elementi appartenenti a culture marginali può fare la differenza.
Sappiamo bene che fare ricerca e sviluppo non è un’esclusiva della grande azienda. Anche le PMI ne devono fare e la devono fare in modo sistematico ed intelligente. Dirigenti delle PMI, avete creato un gruppo di lavoro con questa missione? Gli avete dato spazio e tempo per esprimersi? Se avete fatto questo siete già a buon punto, ma chi avete scelto per questo compito. Esistono numerosi criteri per creare un gruppo con buone potenzialità, una delle strategie meno note è l’inserimento di soggetti che apparentemente non c’entrano nulla. Infatti, oltre a inserire i soggetti che tutti sceglierebbero (chi conosce bene il mercato, chi conosce i prodotti, chi li produce, ecc.) occorre inserire qualcuno del tutto al di fuori del nostro ambiente aziendale. Meglio se un cultore di una disciplina apparentemente scollegata.
Per culture marginali intendiamo quelle minoranze che coltivano interessi che la massa considera addirittura incomprensibili, non esiste una scelta ideale, possono essere entomologi così come appassionati di dodecafonia, studiosi di Sanscrito, collezionisti di figurine del Bologna. L’elemento essenziale è la passione e la propensione ad approfondire e nel contempo l'apertura a condividere il proprio punto di vista e ad accogliere le prospettive di un nuovo mondo di esperienze. L’iper specializzazione che hanno maturato questi soggetti è spesso frutto di una fatica non indifferente,...