Accertamento, riscossione e contenzioso
31 Luglio 2026
Ricorso tributario: quali riferimenti normativi indicare?
L’entrata in vigore del D.Lgs. 175/2024, applicabile dal 1.01.2027, pone un dubbio operativo: un ricorso tributario che continui a richiamare esclusivamente le disposizioni del previgente D.Lgs. 546/1992 può essere considerato invalido?
La risposta, in linea generale, deve essere negativa. Il problema riguarda, infatti, la validità di un ricorso redatto dopo l’entrata in vigore del nuovo Testo Unico, nel quale i riferimenti normativi continuino a essere effettuati esclusivamente al D.Lgs. 546/1992, formalmente abrogato.È opportuno precisare che un ricorso non diventa automaticamente inammissibile o invalido per il solo fatto di richiamare disposizioni ormai abrogate. Il mancato aggiornamento dei riferimenti normativi costituisce, di regola, una mera imprecisione formale che non incide sulla validità dell'atto, purché quest'ultimo contenga tutti gli elementi essenziali richiesti dalla legge.Sotto il profilo della tecnica redazionale, dal 1.01.2027 è corretto richiamare le disposizioni del D.Lgs. 175/2024, mentre fino a tale data continuano a trovare applicazione le disposizioni del D.Lgs. 546/1992. Dopo l’entrata in vigore del Testo Unico, il mero richiamo alla previgente disciplina non determina, tuttavia, l'invalidità del ricorso, in considerazione della clausola di coordinamento che assicura la continuità dell’ordinamento, evitando che il semplice mancato aggiornamento della numerazione degli articoli possa tradursi in conseguenze processuali sproporzionate. Il rinvio alle disposizioni del D.Lgs. 546/1992 deve, pertanto, essere interpretato come riferito alle corrispondenti norme del nuovo Testo Unico. Ne consegue che il richiamo, ad esempio, all’art. 47 D.Lgs. 546/1992, anziché alla...