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Lavoro 28 Febbraio 2020

Riders: stesse tutele dei lavoratori subordinati

Con sentenza n. 1663/2020 la Cassazione estende le tutele previste per i dipendenti anche ai fattorini che svolgono attività di consegna di beni per conto altrui, in ambito urbano e con l'ausilio di velocipedi o veicoli a motore.

La sentenza della Corte di Cassazione 24.01.2020, n. 1663 conferma la sentenza della Corte d'Appello di Torino del 4.02.2019, che aveva accolto il ricorso di un gruppo di riders volto a ottenere l'applicazione delle protezioni proprie del lavoro subordinato, modificando parzialmente la motivazione ma senza minarne la sostanza. Gli Ermellini, richiamando il “vivace dibattito dottrinale” che ha accompagnato l'entrata in vigore dell'art. 2, c. 1 D.Lgs. 81/2015 (Jobs Act), riassumono le soluzioni interpretative della norma emerse in questi ultimi anni: una prima via è quella di riconoscere ai lavoratori delle piattaforme digitali i tratti della subordinazione, sia pure ammodernata ed evoluta; una seconda immagina l'esistenza di una nuova figura intermedia tra subordinazione ed autonomia, che sarebbe organizzata nella “etero-organizzazione”; la terza è quella di ricondurre la fattispecie nel lavoro autonomo, dove tuttavia i modelli interpretativi si diversificano notevolmente, essendo peraltro tutti riconducibili nell'ambito di una nozione ampia di parasubordinazione; infine vi è l'approccio rimediale, che identifica in alcuni indicatori normativi la possibilità di applicare una tutela rafforzata nei confronti di alcune tipologie di lavoratori, cui estendere le tutele dei subordinati. La sentenza torinese aveva di fatto accolto la seconda interpretazione, ritenendo che il citato articolo del Jobs Act...

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