RICERCA ARTICOLI
Imposte dirette 02 Settembre 2026

Riduzione dei termini di accertamento: regimi premiali cumulabili?

Fatturazione elettronica, ISA, forfetari e cooperative compliance riducono i termini di accertamento, ma la cumulabilità tra i regimi resta incerta: dottrina divisa, nessuna prassi ufficiale, rischi concreti per gli operatori.

Com’è noto, il sistema tributario italiano premia con la riduzione dei termini di accertamento i contribuenti che adottano comportamenti ritenuti virtuosi verso l’Amministrazione finanziaria, ma lo fa attraverso una pluralità di disposizioni scoordinate, il cui combinato disposto genera oggi rilevanti incertezze applicative. Nello specifico:- l’art. 3 D.Lgs. 127/2015 prevede la riduzione di 2 anni a favore dei soggetti che documentano le operazioni tramite fattura elettronica (o memorizzazione/trasmissione telematica dei corrispettivi) e incassano/pagano importi superiori a 500 euro con strumenti tracciati (ex D.M. 4.08.2016), previa opzione in dichiarazione;- l’art. 9-bis, c. 11 D.L. 50/2017 riduce di 1 anno i termini per i soggetti ISA con affidabilità almeno pari a 8 (soglia confermata per il 2025 dal provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n. 123160/2026);- l’art. 1, c. 74 L. 190/2014 riconosceva, fino al 2025, un’analoga riduzione annuale ai forfetari fatturanti esclusivamente in elettronico (agevolazione soppressa dall’art. 21 D.Lgs. 148/2026 per semplificare il procedimento accertativo);- l’art. 6, c. 6-bis D.Lgs. 128/2015 attribuisce ai soggetti in adempimento collaborativo con TCF certificato una riduzione di 2 anni (3 con visto pesante, c. 6-ter), estesa anche alle sanzioni (ex art. 20 D.Lgs. 471/1997).A fronte dell’articolato quadro normativo sopra riepilogato, il legislatore ha disciplinato il rapporto tra le varie misure in modo...

Vuoi leggere l’articolo completo?

Abbonati a Ratio Quotidiano o contattaci per maggiori informazioni.
Se sei già abbonato, accedi alla tua area riservata.