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Diritto
22 Maggio 2020
Rilevanza della perizia stragiudiziale nel processo tributario
Nemmeno gli accertamenti di fatto compiuti dal consulente tecnico e trasfusi nella perizia possono assurgere al rango di prova, limitandosi al mero “valore indiziario” che a tali operazioni può essere eventualmente riconosciuto.
Nel contesto della procedura che connota il processo tributario, le perizie stragiudiziali o anche di perizie estimative prodotte dal contribuente dovranno essere assunte alla stregua di mere allegazioni difensive che, in quanto tali, non risulterebbero dotate di alcuna efficacia probatoria. Tale efficacia non viene riconosciuta, in realtà, nemmeno al cospetto di quei fatti che il consulente (compilatore della perizia stessa) attesti di avere concretamente appurato: a tali tipologie di accertamento può essere unicamente riconosciuto un valore indiziario, al pari di ogni altro documento che promani da un soggetto terzo rispetto alle parti del processo e il cui apprezzamento è, per tale ordine di ragioni, affidato al vaglio discrezionale del giudice tributario, sul quale non incombe in tal senso alcun obbligo di tenerne conto. La conclusione qui espressa trova una piena conferma nella giurisprudenza di legittimità con l’ordinanza 7.05.2020, n. 8589 della Corte di Cassazione (Civ. Sez. V^).
La vicenda in commento trae spunto da una attività accertativa dell'Agenzia delle Entrate, che contestava a un'impresa edile l'indeducibilità di costi per un cospicuo ammontare, in quanto ritenuti relativi a fatture per operazioni inesistenti. L’atto impositivo veniva impugnato, contestando come l’unico riscontro probatorio fosse un PVC redatto dalla Guardia di Finanza, producendo nel contempo due differenti perizie di...