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Diritto 29 Settembre 2023

Rinuncia all’azione di riduzione può essere una donazione indiretta

Se il coniuge rinuncia all'azione di riduzione delle disposizioni testamentarie lesive della quota di legittima si può realizzare un arricchimento nel patrimonio del figlio beneficiato.

Se il padre rinuncia all'eredità della moglie che ha nominato la figlia erede universale, l'altro figlio, nato da un diverso legame, può chiedere l'azione di riduzione considerando questa rinuncia come una donazione indiretta verso la figlia. Lo ha chiarito la Corte di cassazione, con l’ordinanza 28.07.2023, n. 23036 accogliendo, con rinvio, il ricorso del figlio maschio. Nel caso di specie, Tizio era stato escluso dalla successione della propria moglie (la quale, con testamento, aveva nominato erede universale la figlia Caia) e aveva rinunciato espressamente all’azione di riduzione per reintegra della propria quota di legittima. Dopo la morte di Tizio, il figlio naturale Sempronio, assumendo di essere stato leso nei propri diritti di legittimario, aveva proposto contro Caia un’azione giudiziale di riduzione sia dell’atto di donazione diretta stipulato dal padre in favore di questa, sia della presunta “donazione indiretta” realizzata dal de cuius, a vantaggio della figlia, attraverso la rinuncia alla riduzione delle disposizioni testamentarie con le quali la medesima era stata nominata erede universale dalla propria madre. La domanda di Sempronio è stata parzialmente respinta, in primo e in secondo grado, nella considerazione che la rinuncia di Tizio all’azione di riduzione delle disposizioni lesive dei suoi diritti successori non poteva configurare una liberalità indiretta, considerata...

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