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Gestione d'impresa 20 Aprile 2020

Ripensare la formazione al tempo del coronavirus

Questa esperienza forzata nelle nostre abitazioni ci ha reso più umani, più vicini, più vulnerabili.  E più disponibili alla collaborazione, alla comprensione dell’altro, alla condivisione del sapere.

In questo tempo così vuoto - ma anche così pieno - la formazione sta cambiando. I corsi di aggiornamento sono più brevi ma più intensi, perché siamo noi e il video che stiamo guardando. È come se il docente fosse lì soltanto per noi, in una relazione biunivoca. Guardare lo schermo e sapere con maggiore certezza quanto durerà la formazione ci aiuta a essere più concentrati e produttivi, perché una volta superate le difficoltà di connessione i tempi vengono rispettati molto di più che nella formazione “dal vivo”. E anche l’inizio della lezione è sempre puntuale, non c’è il quarto d’ora accademico ma anzi ci si trova prima in sala d’attesa o si prova prima la connessione per essere sicuri di non perdersi l’inizio. Per i docenti non è stato così facile. innanzitutto, è stato necessario acquisire molto velocemente nuove competenze digitali ed imparare nuovi programmi, gestire documenti in cloud e condividerli. E ancora più che in aula è importante gestire il tempo, le domande, le pause o le “non pause”, perché nella maggior parte dei casi non ci sono momenti di interruzione. I docenti hanno dovuto acquisire competenze gestionali ed organizzative da mettere in campo sia prima sia durante l’intervento, perché nella “diretta” può capitare un po’ di...

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