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Diritto 24 Settembre 2018

Risarcimento danni, non solo ai parenti della vittima


Non solo il parente della vittima ha diritto al risarcimento danni, ma anche chi aveva una relazione stabile e affettiva. Lo ha affermato in un’importante pronuncia la Cassazione civile, sez. III, (sentenza 21.08.2018, n. 20835). Fatto: Un soggetto ha citato in giudizio l'Azienda Ospedaliera e il medico per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti in proprio e dal figlio in seguito a errata esecuzione dell'esame del DNA del bambino ai fini del riconoscimento della paternità, che in base a un primo esame, aveva accertato che il padre era un secondo soggetto, mentre in seguito a un nuovo esame, era stato accertato che quest'ultimo non era il padre. Nel ricorso in Cassazione si è contestata la motivazione della Corte d'appello che, pur avendo accertata l'esistenza di un legame affettivo del bambino nei confronti del secondo soggetto e dei nonni, ha affermato che non poteva essere liquidato il danno da perdita di rapporto parentale tra il bambino e il presunto padre per la ragione che "il soggetto, ancora vivente, non era risultato essere né padre né prossimo congiunto". La Suprema Corte ha premesso che l'ordinamento riconosce soltanto le fattispecie di danno patrimoniale, nelle forme del danno emergente e lucro cessante ex art. 1223 C.C., e di danno non patrimoniale ex art. 2059 C.C. e art. 185 c.p. Per la Cassazione, nella valutazione del danno alla salute, il giudice, al di là della...

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