Ancora una volta nella rincorsa alla sostenibilità del sistema pensionistico viene ipotizzata la “sterilizzazione” ai fini dell’anzianità del riscatto delle lauree, questa volta il peggio tocca alle triennali.
Il riscatto del corso di laurea è un istituto che permette di valorizzare il periodo del corso di studi ai fini pensionistici, è stato presentato un emendamento in manovra secondo il quale il riscatto delle lauree avrebbe in prospettiva ridotto la propria incidenza sull’anzianità contributiva, fino di fatto ad annullarla per le triennali.In particolare, il meccanismo in ipotesi avrebbe ridotto di 6 mesi di contributi per chi maturava i requisiti nel 2031 e 12 mesi di contributi per chi li matura nel 2032. E così a seguire, con 6 mesi in più di sterilizzazione per ogni anno fino a 30 mesi nel 2035.È evidente che eliminare 30 mesi di anzianità su un riscatto di laurea triennale ne annulla di fatto la portata anticipatoria, ma anche per le lauree magistrali o a ciclo unico di fatto se ne dimezza la valenza ai fini dell’anzianità contributiva.Non è la prima volta che nel pur corretto intento di rendere sostenibile il sistema pensionistico, gravato dall’enorme peso della denatalità, si tenta un “attacco” ai riscatti delle lauree, già con il Governo Draghi (2021-2022): erano emerse ipotesi di revisione dei benefici del riscatto "agevolato" (introdotto nel 2019), ma senza mai giungere a una proposta di cancellazione.Al momento sembrerebbe essersi verificato l’ennesimo dietrofront, in un primo momento si era corretto il tiro ipotizzando la validità della misura esclusivamente per i futuri riscatti, la qual cosa ovviamente avrebbe fatto perdere tutto...