Accertamento, riscossione e contenzioso
23 Ottobre 2026
Riscossione al socio inerte: i malintesi del ricorso societario
L’accertamento non impugnato dal socio diviene definitivo e legittima la riscossione integrale, smentendo la copertura del ricorso societario. Spunti operativi sull’art. 1306 c.c. e sul beneficium excussionis.
Nel quotidiano di studio assistiamo ancora a un grave errore tattico: la convinzione che la pendenza del ricorso promosso dalla società “copra” il socio che non ha impugnato l’avviso personale. L’ordinanza di Cassazione n. 27173/2026 smantella questo falso mito con estrema chiarezza.Nel caso esaminato, a seguito di accertamento notificato a una società di fatto e ai soci per Iva, Irap e sanzioni, la società ha impugnato l’atto mentre il socio è rimasto inerte. Ricevuta la cartella, il socio ha eccepito la pendenza del giudizio societario.La Suprema Corte ha chiarito che l’inerzia rende l’accertamento definitivo verso il socio. La sola pendenza del giudizio societario non blocca il ruolo né garantisce la riscossione frazionata ex artt. 15 D.P.R. 602/1973 e 68 D.Lgs. 546/1992. Per il Fisco, l’atto non impugnato è un titolo definitivo azionabile per l’intero.
Paradosso dell’art. 1306 c.c. e beffa dell’irripetibilità - Il socio inerte può beneficiare dell’eventuale giudicato favorevole della società (art. 1306, c. 2 c.c.), ma solo quando tale giudicato si sia effettivamente formato. Nelle more, l’Agente della Riscossione può liberamente pignorare. Se il socio paga per evitare l’esecuzione, scatta la trappola dell’irripetibilità di quanto versato: l’eventuale vittoria della società...